Partecipa a UnLOQ New Levels!

  • 121
    Replies
  • 29077
    views
  • GLaDOS's Avatar
    Level 37
    Complimenti a tutti per le interessanti risposte! Racconto anche io la mia dai.

    Di tutti i videogiochi complicati a cui ho giocato posso citarne uno che mi ha tenuto davanti allo schermo centinaia di ore cercando di fare sempre meglio, si tratta di Trials 2 Second Edition (il padre del ben noto Trials Rising). È un gioco del 2008, grezzo e old-school, proprio come piace a me. Ho scoperto questo gioco attorno al 2010 ma iniziai a giocarci seriamente molti più anni dopo. Lo scopo del gioco è appunto quello di superare ogni percorso con una moto da trial, possibilmente col minor tempo e cadute possibile.

    Ciò che rende tutto più interessante è la fisica perfetta e i livelli assurdi, elementi che insieme richiedono davvero tantissime ore di gioco per padroneggiare la moto su ogni percorso e materiale. Oltre a questo è presente il multiplayer asincrono con tanto di classifiche ma soprattutto sono presenti gli achievement da sbloccare. Inutile dire che ho passato davvero tanto tempo a cercare di fare il meglio su ogni percorso, per scalare le classifiche e sbloccare gli achievement.

    Adesso per rispondere alla domanda principale, ovvero “Qual è stato il livello più difficile nella vostra esperienza da gamer?”, posso rispondere il livello "Inferno" di Trials 2 Second Edition.

    Questo è l'ultimo livello dei livelli standard e la difficoltà è davvero elevata, a questo bisogna aggiungere che puntavo a completarlo senza cadute e soprattutto sbloccando l'achievement annesso "Inferno" (posseduto dallo 0.6% dei giocatori), il quale richiede che si superi il livello in meno di 6 minuti, con meno di 6 cadute ed effettuando esattamente 6 giri della morte. Dopo mesi di vere e proprie sudate riuscii non solo a completare il livello in 1 minuto e senza cadute, ma riuscii soprattutto a completare l'achievement annesso.

    Il percorso per "finire" il gioco è stato davvero lungo, anche contando il fatto che non giocavo sempre, ma alla fine sono arrivato ad avere un ranking globale davvero soddisfacente (360° su 194119 giocatori attivi, 16° in Italia), che per un giocatore non-hardcore come me è davvero tanto!

    Name:  Immagine2023-10-27123544.png
Views: 192
Size:  13.4 KB

    Name:  Immagine2023-10-27124335.jpg
Views: 162
Size:  49.3 KB

    A questo proposito vorrei anche arricchire il mio contributo con un video del livello Inferno senza cadute:



    Per me è un gioco davvero importante perché avendoci passato tanto tempo quando ci rientro mi sento un po' a casa! 😎
    "Quit now and cake will be served immediately."
    (GLaDOS - Test Chambers 09-11)
  • flaviofalco's Avatar
    Level 1
    Nella modalità difficile di "Uncharted 4: Fine di un Ladro" trovavo molto complicato superare alcune parti dove bisognava uccidere degli NPC con Lanciarazzi, minigun o armi del genere, mentre erano anche corazzati e con altri nemici che mi sparavano. Provandoci un po' di volte con perseveranza sono riuscito finalmente a platinare Uncharted 4 superando tutti i livelli e prendendo tutti i tesori nascosti!
  • Sergiu003's Avatar
    Probabilmente le patenti da strada di TDU2 sono i livelli più difficili a cui ho giocato,difficoltà causata proprio dalla fisica e forse realismo della guida del gioco.Lunico modo che ho avuto per superarle è stato imparare a memoria ogni singolo percorso così da sapere quando frenare perché il gioco non ti aiuta granché in quello.
  • Tanukisioux's Avatar
    Level 3
    Ciao @Sarkhan !
    Beh il mio background videoludico è bello ampio, visto che gioco dai tempi dei primi Fps (DukeNukem 3D, Quake Arena, Doom64, …) quindi come sfida più difficile, come BOSSFIGHT più ardua direi che ho l’imbarazzo della scelta: ma oggi voglio focalizzarmi su una modalità che personalmente adoro, che utilizzo anche per combattere le mie BOSSFIGHT nella vita. La strategia, mescolata con un po’ di stealth e il giusto “pushare” che ti fanno avere risultati ottimali anche nelle sfide più difficili! Questa tecnica l’ho utilizzata tanto con DAYS GONE, uno dei miei masterpiece che ho platinato ben volentieri: durante le sfide delle orde, per sgominarle tutte, ho dovuto ragionare bene ogni mossa perché ogni orda ha le sue abitudini, i suoi orari e i suoi movimenti specifici. Non si possono utilizzare le stesse armi, gli stessi metodi e le stesse tempistiche perchè così facendo si va a perdere l’occasione preziosa per riuscire nell’intento al primo colpo. Essendo una educatrice Mindfulness in ambito gaming, mi piace pensare le sfide della vita come se fossero sfide videoludiche in cui impegnarmi al massimo per la loro risoluzione con calma, sangue freddo e ingegno, cosa che cerco di insegnare pure nel diario motivazionale che ho pubblicato da pochissimo che si chiama per l’appunto “I MIEI MOSTRI LI COMBATTO COME IN UNA BOSSFIGHT”. Sfide difficili ce ne sono state tante, ce ne saranno ancora e avere l’attitudine giusta fa la differenza!
  • waternaturale's Avatar
    Level 4
    Salve a tutti,
    innanzitutto specifico che essendo uno studente (come credo la maggior parte qui), nel corso degli anni ho deciso di approfondire un unico game che, da almeno 5 anni a questa parte, mi accompagna tutti i giorni: League Of Legends.
    Dunque, per rispondere alla domanda, uno dei livelli, o meglio uno dei rank più difficili da che ho affrontato, per me è stato il Bronzo IV. Sembrerebbe strano, tuttavia, che un elo così basso possa creare dei problemi, invece è proprio così… In particolare, in questi elo bassi è difficile salire perché dipende molto dai compagni di squadra che trovi. Molto spesso infatti capita gente che va afk, oppure che ha imparato a giocare da poco e già si butta sulle classificate, o ancora che gode nel feeding intenzionale.
    Alla fine, però, dopo anni di pratica, e con l’aiuto di un amico che mi ha fatto da coach, sono riuscito a salire a Platino!
    Infine, ci tengo a precisare che il tutto si svolge sempre con la compagnia di Lux, ovvero la mia champ preferita 🩵.
    Grazie per l’invito @Sarkhan
  • Ghostdog's Avatar
    Level 4
    Name:  Screenshot_20230904-043526.jpg
Views: 131
Size:  100.4 KB
    Ciao premetto che oggi assemblerò il mio primo PC da gaming e fino ad ora ho sempre giocato con uno stupendo Thinkpad 430u. Un PC portatile molto datato che mi ha permesso di diplomarmi al serale ma che mi ha dato anche tante soddisfazioni giocando a fall guys, vincendo qualche corona. In particolare ricordo un episodio riguardo al gaming che però non c'entra nulla con il PC e con fall guys, cod mobile, sono riuscito a chiudere il torneo settimanale (mondiale) al posto 90 giocando praticamente di continuo e arrivando sempre tra i primi posti in Battle royale, inutile dire che ho raggiunto il livello leggendario. È stato soddisfacente ma allo stesso tempo complicato e a tratti patologico. Mi sono ripromesso di non giocare mai più così tanto a un videogioco 😄. Ho sempre sognato almeno di provare i notebook da gaming Lenovo e credo sarà una bella scoperta se un giorno ne comprerò uno. Sicuramente il primo gioco a cui giocherò assemblato il PC sarà...... Be ce n'è sono così tanti che ho l'imbarazzo della scelta 😍
  • Yomu's Avatar
    Level 1
    @Sarkhan Nella mia carriera da videogiocatore, il mio momento più difficile non è stato un solo livello, ma un intero gioco.
    Io sono un grande appassionato di FPS, il mio primo sparatutto (che casualmente è stato anche il mio primo videogioco in assoluto) è stato Serious Sam: The First Encounter.
    Un gioco bello, divertente e graficamente spettacolare per l'epoca in cui uscì, ma che era anche incredibilmente ostico, essendo un videogioco che affondava le sue radici nel genere "Arena Shooter".

    Il mio momento più difficile è stato appunto finire Serious Sam: The First Encounter alla sua difficoltà più alta: "Serious".

    Nemici che superavano tranquillamente le migliaia, danni ricevuti che venivano quadruplicati e spawn di nemici lockati alla difficoltà che ti costringevano morte dopo morte a memorizzarne la posizione per non finire massacrato in 2 petosecondi.

    Dopo 2 settimane di pura agonia, avevo finalmente terminato il gioco e la soddisfazione che provai in quel momento fu qualcosa di incredibile!
    Non lo rifarei mai più, ma nonostante tutte le varie imprecazioni dovute alla difficoltà, è stata una delle esperienze più belle e soddisfacenti della mia carriera da videogiocatore, che porto nel cuore anche adesso! ❤️

  • Pingu's Avatar
    Level 2
    Dark Souls (partiamo bene ahah) è un gioco che ha influenzato profondamente la mia passione per i videogiochi. Nell'oscuro abisso della Fortezza di Mori, ho vissuto un'esperienza che mi ha sfidato a un livello inimmaginabile.

    Sono un cavaliere senza nome, intrappolato in un mondo avvolto nell'oscurità. La "Fortezza di Sen" è una torre sinistra, un'enorme trappola mortale e il suo guardiano è spietato. Ogni passo è una lotta per la sopravvivenza, con trappole mortali in agguato dietro ogni angolo. Il suono di un masso che si abbassa, pronto a schiacciarmi, era come un rintocco di morte imminente.

    Mentre morivo ripetutamente, la frustrazione cresceva, ma non volevo arrendermi. Ho studiato ogni mossa, ogni avversario, e ho cercato di anticipare le trappole. Era come un balletto mortale, un gioco di pazienza e abilità. Il mio cuore batteva all'impazzata ad ogni passo falso, ma sapevo che dovevo continuare.

    Dopo innumerevoli tentativi e innumerevoli notti insonni, finalmente un giorno, sono riuscito a superare quella zona. La sensazione di vittoria è stata travolgente. Ho alzato il pugno nel cielo, grondante sudore e adrenalina, gridando di gioia (era notte e mi ricordo ancora che mia madre venne a sgridarmi ahah). La mia determinazione aveva trionfato, e ho compreso che ogni ostacolo, per quanto insormontabile possa sembrare, può essere superato con impegno e perseveranza. Questo è il capitolo che è rimasto impresso nel mio cuore di giocatore e ha alimentato la mia passione per i giochi che mettono alla prova la mia abilità e dedizione.
  • Lengard's Avatar
    Level 2
    @Sarkhan prima di tutto complimenti per aver raggiunto Platino 3 e Diamante 1 su MW2! Io gioco da quando ero un bambino agli FPS (e con scarsissimi risultati devo dire), quindi capisco benissimo la difficoltà di una scalata simile. Di recente, anche io sono riuscito per la prima volta a salire di rank in un FPS: la mia ragazza ha iniziato a giocare ad Overwatch 2, e da giocatore di Overwatch sin dal Day One non potevo certo farmi vedere in silver, che umiliazione. Perciò, ho iniziato a fare ranked dopo ranked in Tank (Sigma, che personaggio fantastico) fino ad arrivare a Platino! Per fortuna lei per ora ha "paura" di giocare in ranked, perciò posso fare ancora finta di aver raggiunto un grande achievement.

    Per quanto riguarda la sfida più difficile, la questione è un po' personale, e dobbiamo tornare ai tempi delle elementari. Non avevo molti amici, perché già da piccoli sono tutti bravi a chiamarti nerd e a rinchiuderti in un angolino della classe (inoltre, ero il più basso di tutti, piove sempre sul bagnato). L'unico posto in cui potevo rifugiarmi erano proprio i videogiochi: prima il Nintendo DSi, con "Pokémon Heartgold" (che ogni giorno ricominciavo da capo perché non sapevo come salvare i progressi), poi la PlayStation 2 con centinaia di ore passate su "Cars: la Coppa Internazionale di Carl Attrezzi" (il GTA della mia infanzia), e infine il mio primo computer (che era in realtà un vecchio fisso di mio padre con Windows Vista). Non saprei neanche descrivere a parole cosa voglia dire, per un bambino ignorato un po' da tutti, avere accesso ad un mondo dove passare pomeriggi interi sentendosi davvero a casa: dai giochi in flash a quelli su disco, fino alla nascita di Steam.

    Ora, per onor del vero, non ero proprio ignorato da tutti: c'erano altri bambini che giocavano come me, ma l'ho scoperto solamente in seguito. L'unico bambino che mi considerava e che di tanto in tanto veniva a casa mia per giocare un po' insieme era Sandro (chiamiamolo così). Mentre io non smettevo mai di parlare, lui preferiva il silenzio, magari annuendo al massimo, e questa dualità in realtà aveva dato vita ad un bel rapporto.

    Ora facciamo un salto temporale enorme, e arriviamo all'inizio delle scuole superiori: i ragazzini delle elementari non li avevo più visti, ma spesso nel pomeriggio parlavo con Sandro su TeamSpeak 3 (che ricordi!) e giocavamo su Steam, spesso a titoli diversi, ma l'importante era la compagnia. Nel maggio del 2016, però, un gioco in particolare catturò la nostra attenzione: Salt and Sanctuary. Per chi non lo conoscesse, si trattava dell'ennesimo souls-like, ma in 2D (con una forte componente platform). Quanto ho amato quel gioco. Lo giocavamo ogni pomeriggio dopo la scuola, e la cosa fantastica era la presenza della Co-op! Le nostre build erano molto diverse, ma insieme ci completavamo, e nonostante pomeriggi di insulti passati a cercare di superare alcuni boss (sì Disemboweled Husk, sto pensando proprio a te), ci divertivamo come due bambini. Ripeto, non c'era mai stata una vera amicizia fra di noi, non gli ho nemmeno mai chiesto se avesse fratelli o sorelle, ma era bello farsi compagnia ogni giorno.

    Un venerdì sera riuscimmo finalmente a completare un'area in particolare chiamata Crypt of the Dead Gods, un luogo assolutamente folle e con una quantità di boss da affrontare assurda. Andammo a dormire soddisfatti e decidemmo di sentirci domenica per andare avanti per finire il gioco, perché ormai si sentiva aria di endgame. Poi domenica Sandro non si presentò su TeamSpeak, e decisi di fare altro. Solamente qualche giorno dopo, i miei genitori vennero a sapere che la famiglia di Sandro era rimasta coinvolta in un incidente stradale, e che Sandro non ce l'aveva fatta.

    Silenzio. Nella mia testa c'era solamente silenzio. Ora sono un tipo abbastanza emotivo, ma al tempo ero una statua di marmo per queste cose. Non andai nemmeno al funerale, perché mi sentivo un estraneo in mezzo a quella gente e perché non sono mai stato un amante dei riti religiosi. Non avevo bisogno di un luogo fisico per ricordarlo: ogni cosa che aveva uno schermo teneva viva la memoria. Fatto sta che Salt and Sanctuary rimase lì in attesa di essere finito per anni, non avevo il coraggio di riprendere da dove eravamo rimasti. Irrazionalmente, mi faceva sentire come se Sandro fosse lì ad aspettarmi.

    Ci sono voluti anni perché io riaprissi quel gioco, rimasto sopito nella mia libreria di Steam, mai disinstallato. Un paio di anni fa, trovai il coraggio e lo avviai. Appena uscito dalla Cripta degli Dei Morti, la colonna sonora scomparse, lasciando solamente il suono dei passi del personaggio che rompevano quel pesante silenzio. Il nome dell'ultima area poi, era perfetto: The Still Palace. Tutto era fermo in gioco: la gravità, il tempo, la musica; tutto in bianco e nero. E tutto ciò mi faceva sentire sempre di più come se il tempo non si fosse effettivamente più mosso da quel giorno. Non mi vergogno di ammettere di aver pianto un paio di volte mentre esploravo quell'area. Dopo essermi riposato in un santuario (il corrispettivo dei falò su Dark Souls), mi trovai davanti al boss finale: The Nameless God. La colonna sonora mi dà i brividi ancora oggi, e fra roll, parry mal riusciti, attacchi pesanti, e dopo ore di tentativi: ce l'avevo fatta.

    Attenzione spoiler: dopo aver sconfitto il Dio, il giocatore può scegliere se abbandonare quell'isola maledetta o se divenirne lui stesso il nuovo Dio, prendendo il posto del Boss finale. Ovviamente, la maggior parte dei giocatori sceglie di andare via, visto che questo è l'obiettivo principale dall'inizio del gioco. Eppure io ho scelto di rimanere lì, un po' per rimanere a guardia di quell'isola che ci aveva regalato tante ore di divertimento, un po' per onorare chi su quell'isola, per me, ci è rimasto per sempre.

    Scusate per il papiro lunghissimo. Alla fin fine, Salt and Sanctuary non è una sfida in termini videoludici estremamente difficile. Nonostante ciò, a livello personale lo ritengo ancora oggi il gioco più difficile che abbia mai finito, e credo rimarrà così. Per me, per Sandro, e per tutti i videogiocatori lì fuori caduti prima di vedere il finale del proprio gioco preferito 🤍.
  • KingEdward's Avatar
    Level 4
    @Sarkhan premettendo che l'età non più giovanissima (36 anni, lo só, non sono così vecchio) mi ha permesso di giocare a molti giochi del passato e sono estremamente grato per questo, di livelli e boss apparentemente insormontabili ne ho affrontati parecchi con esiti ahimè non sempre positivi.
    Detto ciò se dovessi fare una cernita di quelli più ostici ne citerei due che mi sono rimasti molto impressi nella memoria:

    Il primo è legato ai miei 15 anni e, sperando qualcuno si ricordi di lui, riguarda SHADOWMAN e un iconico protagonista nato quasi piu per sponsorizzare i jeans Diesel che per puro scopo videoludico.
    Le avventure di Michael Leroi attraversavano le desolate terre del mondo dei morti per giungere in fine ad una oscura torre di babele allo scopo di ritrovare e salvare dalla dannazione il fratellino defunto.
    Per compiere il suo destino, oltre a diversi boss più o meno ostici, ci si ritrovava al termine dell'avventura a dover affrontare direttamente dal vangelo Legione (perché noi siamo tanti) prima con le fattezze umane e in seguito in versione demoniaca in cui svollazzando allegramente per una stanza circolare provocava ingenti danni e fastidio complice una pessima gestione della visuale di resident eviliana memoria.
    Ricordo ancora quando io e un amico ci dividemmo i compiti e se uno era incaricato di muovere le frecce per correre l'altro teneva il mouse per far fuoco. Giorni e tentativi trascorsero prima di riuscire ad avere la meglio sull'uccellaccio e riuscire così ad ammirare il finale di questa (a parer mio) ottima opera passata forse troppo presto nel dimenticatoio.

    Il secondo gioco fortunatamente non ha bisogno di presentazioni perché sto parlando di GEARS OF WAR, in questo caso trattasi del quarto episodio e della modalità online ORDA in cui 5 giocatori si trovavano ad affrontare fino a 50 ondate di nemici man mano sempre più forti e numerosi intervallati ogni dieci da un boss random. Le modalità di difficoltà arrivavano fino alla tanto agognata INCONCEPIBILE per la quale erano necessaria esperienza e delle classi di personaggio a livello massimo.
    Devo ammettere che il solo riuscire ad arrivare all'ultima ondata mi ha richiesto mesi e mesi di gioco e il vedersi infine premiati per la vittoria mi ha regalato un enorme gioia e soddisfazione.

    Con la speranza che abbiate apprezzato la lettura di quello che forse è stato un testo un po' troppo lungo (ahimè non mi è stato fatto dono della sintesi) mi riterró felice se avrò suscitato in alcuni di voi un ricordo o una lacrima per una gioventù passata su quello che era e sempre sarà uno dei nostri hobby preferiti.

    Grazie e ciao a tutti