Esperienza di un personaggio

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    4a.
    Ci stiamo allenando tutti i giorni.
    Siamo in continua missione. Tenere posizione è ardua, i Prole Oscura sono tanti e continuano ad attaccare.
    Mi riesce molto difficile lavorare al Bordello, ma mi rendo anche conto che è una via di fuga importante anche per gli uomini.
    Altrimenti perdi il controllo, impazzisci...

    Però oggi abbiamo avuto la giornata libera. L'ho chiesta anche.
    Ne avevamo bisogno, noi esploratori e Cercavia.
    C'eravamo tutti.
    Sorriso.
    Doc.
    Flora.
    Indi.
    Zio.
    Pierre.
    Perfino Kainda.

    Li ho guardati.
    Li ho osservati.
    C'è ancora il dolore. Soprattutto in Eyra e in Kainda.
    C'è chi lo maschera.
    Io? Io cerco di non pensarci. E ogni cosa me lo fa ricordare.

    C'erano Lugh, Garvin e Fen'Herin.
    Ai ragazzi premeva parlare di chi dovesse prendere il comando di noi esploratori.
    Non abbiamo mai avuto un "capo".
    Era qualcosa di tacito, fin quando non l'avevo "ufficializzato" io, dichiarandolo davanti a tutti, che il capo fosse Birra.
    Ed era lì che era nato il "ah sì? Allora tu sei la mia seconda". Con risata sadica a seguito.
    E nessuno aveva messo in discussione né il fatto che avessi detto che Birra era a "capo" di noi esploratori. Né che lui mi avesse nominata come sua seconda, in mancanza di lui.

    I nostri tre comandanti dei Cercavia, ovviamente, hanno detto che ora dobbiamo... cambiare strategia.
    Una cosa che era palese e ovvia a tutti.

    Mentre discutevamo è arrivato... un nano, che si è presentato come Dwalor.
    Eyra ha detto "non un altro nano. Non sarà mai Birra, non prenderà il suo posto".
    Ho cercato di calmarla dicendo che nessuno potrà mai essere lui. E che magari era lì solo per curiosare e che, come siamo messi, ogni mano è utile, ora. Anche da chi apparentemente non può fornircela.

    Abbiamo parlato dei nobili.
    Abbiamo parlato del fatto che gli alchimisti sono con il culo a terra.
    Abbiamo parlato di come dobbiamo andare a batter cassa, innanzi al concilio nobiliare.

    E ci hanno messo alla prova, prendendo Eyra e portandola fuori.
    Non ho avuto neanche il tempo di provare ad organizzarli che, quando sono uscita, eravano già ad accerchiare Lugh - che teneva Eyra - e FenHerin.
    Non vedevo Garvin e so che si può nascondere molto bene.
    Ho visto Doc andare a cercare di raggirarli, mentre il nuovo, Dwalor, cercava di parlare, prendere tempo. Flora l'ho vista sul lato opposto a quello mio e di Doc.
    Stavamo cercando di accerchiare, ma io stavo cercando Garvin e cercavo di non esser vista al tempo stesso.

    Abbiamo combattuto, abbiamo provato, tentato. Ci siamo battuti.
    Tre persone contro... Quanti eravamo? Molti di più. Per quanto bravi, se ci organizzavamo come si doveva, potevamo sopraffarli.
    E se in una questione di vantaggio numerico non riusciamo, quando siamo in svantaggio numerico, cosa faremo?

    Ho visto tante cose che non andavano e tante che dobbiamo migliorare.
    Abbiamo visto che, se lavoriamo insieme, in gruppi piccoli da due o massimo tre, riusciamo.
    Devo pensare a come suddividerli.
    E non posso ancora completamente "affidarmi" alle loro doti, perché non hanno - Zio neanche - quell'insegnamento che Birra aveva tacitamente e nella pratica cominciato a darmi.
    Io mi fidavo degli altri quando c'era Birra perché sapevo che, anche con qualche sbavatura, lui sopperiva alle mancanze.

    Non possiamo più permettercelo.

    Quindi ci hanno detto di scegliere qualcuno a guidare il gruppo, perché, là fuori, è fondamentale che ci sia un punto fermo, una guida.
    Ci hanno lasciato tempo.
    E hanno concordato tutti, all'unanimità, che dovessi essere io, come Birra mi aveva nominata.

    "Hai la cosa più importante", mi ha detto Flora. "Il sostegno di tutti"

    Pensavo a Pierre come vice e, in sua mancanza, Indi e, in terza scelta, Eyra.
    Ma Fen'Herin, Garvin e Lugh hanno concordato su Indi.
    E confesso che la mia prima scelta, al di là del pensiero di Pierre, era andata su di lei.

    Garvin mi ha detto che non devo essere Birra, devo trovare il mio Centro.
    E giuro, Andraste, ci sto pensando.


    Sono arrivati poi Beatrix, Valoran - mago alchimista con amici che hanno amici che hanno amici che hanno amici con Jenny la Rossa - e un mercante della Maschera di Ferro.
    Con quest'ultimo Dwalor ha avanzato una proposta che ho appena finito di scrivere da far recapitare a Fen'Herin: noi come loro scorta per avere sconti, laddove quei soldi che spenderebbero per la scorta li farebbero risparmiare a noi.

    Domani andrò a letto con questo mercante.
    Questa sera... Con Valoran ed Eyra.

    Ho duellato anche con Kainda e con Flora. Flora è molto brava... Kainda... spero che Beatrix l'abbia smossa un po'. Non portava a segno nessun colpo e se non colpisci, sei morto...


    Ho cercato Compassione.
    Non mi ha ancora "accettata" e mi sta studiando, lo so. Ma mi interessa il suo pensiero.
    So quando "mi ascolta". Perché c'è silenzio.
    Come adesso. Caccia tutte le voci e mi libera la mente, lasciandomi ad un silenzio quasi assordante.
    Non mi ha risposto, ovviamente, quando gli ho esposto i miei dubbi, le mie preoccupazioni, il mio quesito su quale possa essere il mio Centro.
    Ma mi ha ascoltata.

    Fen'Herin mi ha anche mostrato cosa potrei imparare a fare.
    Così come ho detto ai ragazzi di chiedere a Garvin e Lugh di farsi spiegare cosa fanno loro, come scout, come nottole...
    E Fen'Herin come si può infervorare le armate. Flora l'ho vista particolarmente incuriosita da questo.

    Non so, diario.
    La mia priorità ora è che tutti sopravvivano il più a lungo.
    Che torniamo vivi dalle missioni.
    Che ci rafforziamo e che stringiamo i nostri legami, spalla a spalla, schiena contro schiena, a proteggerci gli uni gli altri, affidandoci alle capacità, imparando a combattere assieme, a conoscere i nostri limiti, i nostri punti forza e i nostri punti deboli.

    Devo capire in fretta qual è il mio centro, perché è quello che servirà a me per guidarli.

    Devo solo stare molto attenta.
    Perché il dolore non diminuisce.
    E troppo dolore potrebbe cambiare il mio equilibrio.
    Ed è fondamentale che io, invece, rimanga sul bordo.
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    @Siri cara Cassandra, sembra davvero che non hai un attimo di tregua tra gli allenamenti e tutto il resto, quali saranno le prossime missioni? Chi sarà al tuo fianco e dove andrete?
  • Siri's Avatar
    Level 26
    @Siri Cassandra, chi sono i custodi grigi? Devo ammettere che il nome Ruttolone lo trovo davvero bizzarro, mi ha fatto molto ridere ahah


    noooo ma un sacco hanno perso la vita! :( che batosta!

    I custodi grigi sono coloro che proteggono il mondo dai prole oscura, riuscendo a percepirli in quanto assumono il loro veleno e, se sopravvivono, diventano custodi grigi.
    La corruzione, man mano che avanza, li porta ad impazzire e diventare essi stessi prole oscura. Per questo, quando stanno per perdere il controllo, si infilano nelle vie profonde, col tentativo di uccidere più prole oscura possibili.

    - - - Aggiornato - - -


    @Siri cara Cassandra, sembra davvero che non hai un attimo di tregua tra gli allenamenti e tutto il resto, quali saranno le prossime missioni? Chi sarà al tuo fianco e dove andrete?

    Chi può dirlo cosa ci aspetta in futuro? Sicuramente l'esplorazione della Cittadella dei Custodi Grigi e i segreti che nasconde - noti o sconosciuti ai Custodi stessi che siano.
    Al mio fianco avrò sempre tutti gli Esploratori, i Cercavia e gli aspiranti Cercavia. Dove andremo...? Dove il nostro capo cercavia Fen'Herin vorrà condurci
  • Siri's Avatar
    Level 26
    5.

    Nel silenzio della sera e nella certezza di essere finalmente tornata nel mondo concreto e reale, provo a seguire il consiglio di Ishal e di prendermi cura dell'unica persona che continuo a trascurare: me stessa.

    "Nessuno deve essere com'era Birra"
    "Non devi essere come era Birra, devi trovare il tuo centro"
    "Ti serve sicurezza. Se mostri sicurezza, anche i tuoi uomini saranno sicuri"

    Sono parole di tre persone diverse: Fen'Herin, Garvin e Victris.

    Soprattutto Victris.

    "Volente o nolente, sarai sempre in vista, per quella che fai e sei. Potere e gloria ti arriveranno, spetta a te come usarli"

    "Birra ti amava. A modo suo. Cercava di fartelo capire, con le sue frasi non dette. Io lo so, con me parlava. Dopotutto, ero il suo padrone"

    "Questo è l'impegno che i Nobili di Orzammar avevano firmato. Ritengo debba tenerlo tu"

    Queste scene, le parole testuali, tra le tante che mi sono state dette. Sono quelle che più riemergono. Sono vivide e riesco a riascoltarle come se potessi essere di nuovo lì, nell'esatto momento che vengono pronunciate.

    Fanno male? Sì. Non smetteranno tanto presto di farmi sentire il dolore. Ma in qualche modo l'Oblio mi ha guarito, mi ha permesso di andare oltre.
    O forse è stata Flora, il potermi lasciare andare con una persona che ritengo degna della fiducia per permettermi di lasciarmi andare in sua presenza.

    La domanda, comunque, che mi faccio dal pranzo degli esploratori, rimane:

    Qual è il mio centro?

    C'è un silenzio innaturale e non parlo del fatto che è ormai notte fonda e sono tutti stravolti dalle giornate pesanti appena vissute. Parlo del mio silenzio. Non è neanche quello che mi aveva donato Compassione dopo la morte di Birra. Non mi crea disagio o panico. Perché so che ora è con me.

    Le voci sono sempre state caotiche, strafottenti a volte, insistenti molto spesso. Hanno sempre invaso il mio silenzio e il mio spazio, hanno sempre influenzato le mie azioni, spingendomi in questa o quella direzione con i loro scenari che proiettavano nella mia mente.

    Erano e sono parte di me, da quel giorno, di cui non porto memoria di cosa venne prima.
    Non c'era mai stato modo di zittirle. Al massimo facevo in modo di ignorarle ma a volte erano talmente rumorose che urlavano ed esplodevano tutte insieme, prevaricando i miei sensi e causandomi emicranie assurde.

    Ora... È diverso.
    È come se il mio dialogo con me stessa avesse seriamente un ascoltatore che non è, però, pronto ad imporsi con scenari. No, è come se fosse curioso di me, di capirmi meglio senza essere invadente.

    Non mi sento violata, ma è come avessi una sensazione di alcova sicura, dove finalmente lasciare andare la mente senza interruzioni, giudizi o scherni.

    Mi permette di analizzarmi, perché, di fatto, quale sia il mio centro, ancora non lo so.
    Davvero, più ci penso e più non ho una risposta.
    Forse - e dico forse - è ancora un seme che deve crescere. O forse lo capirò solo da adesso in poi, con Compassione.

    Che poi, non per offendere, ma Fen'Herin ha Val, spirito del Valore. Non ho niente contro l'intero nome "Compassione", ma che ne diresti di trovarti un soprannome? Noi creature viventi lo usiamo per distinguerci dagli altri, dandoci un nome prima. Poi, in caso, dei soprannomi, che rappresentano un legame ancora più profondo e amichevole. Magari non da subito, mica dico questo... Però, ecco. Pensaci, ok?

    Comunque questi due giorni sono stati stati impegnativi, non solo dal punto di vista fisico, ma, come dicevo, dal punto di vista emotivo.

    Lord Serpico mi ha consegnato la maschera di Aldebaran.

    Aldebaran...

    Se ripenso a com'è iniziata la nostra amicizia...
    In un'arena che non volevo neanche fare, perché non volevo mettermi in mostra.
    Io e lui assieme a non ricordo chi, contro il Grifone, il mercante e non ricordo chi altri.

    È stato in quel momento che abbiamo scoperto il valore l'uno dell'altra, che, forse, dopotutto, poteva nascere una bella amicizia.

    Ci siamo confrontati e allenati insieme, dopo quella volta, ci siamo protetti le spalle a vicenda ed è diventato davvero un amico.

    E il senso di colpa di non averlo salutato come avrei voluto mi accompagnerà sempre. Come la scena mentre cercavo di correre in sua direzione e vedevo il prole oscura sgozzarlo e decapitarlo a pochi metri da me.

    Quella scena mi ha tormentato per mesi e continua a tormentarmi.
    Scusami, Al, se non sono stata sufficientemente veloce per impedire loro di ucciderti.

    Tu, baluardo della prima linea che, nonostante avessi tutte le ragioni per non voler più proteggerci dopo che i Templari uccisero la tua Lady, comunque fosti lì a fornire il tuo scudo e la tua difesa.

    "Pensi di avere il diritto di tenerla?"

    Sì, Hyla.

    Anche lui stava insegnandomi tanto. Con lui non ho mai affrontato il tema della schiavitù del Tevinter. Sbagliando, perché forse con lui avrei avuto uno scambio rispettoso, maturo e probabilmente mi avrebbe persino sorpreso.

    Forse non sarò la persona più adatta ad indossare la maschera. Per quanti mi abbiano suggerito di bruciarla, seppellirla... Non è un oggetto che porta sfortuna.

    La maschera per me rappresenta purezza, amicizia, difesa e forza.
    Io so che veglierà alle mie spalle e che saprà incutere il giusto timore.
    Farò un modo che le mie azioni, con essa, gli rendano onore.

    Non so se è per via di Compassione o perché sono io così, ma il senso di vendetta si sta attenuando.
    L'odio si trasforma in pena.
    La rabbia in tristezza.
    Il dolore in compassione.

    Pena. Quella che ha preso il sopravvento con il Terzo Talon, dopo l'iniziale furia omicida, fredda e violenta che mi aveva pervaso.

    Sto scoprendo come anche il mio senso di vendetta e violenza, col tempo, sta mitigando.
    Se anni fa avrei voluto prendere il musico e torturarlo fino a farlo supplicare di ucciderlo - e Silenzio, con Vertigo, mi aveva insegnato molte torture, quando ero nella compagnia del Giglio - ora vorrei solo che quel brutto capitolo si chiudesse una volta per tutte.
    È solo un lontano dolore sordo e vuoto che logora.

    Ho manifestato a Lord Victris la volontà di uccidere il Terzo. Una promessa che, tacitamente, ho fatto e sono convinta che pure lui, il Terzo, lo sappia.

    Ma, ancora una volta, non per vendetta o per odio. Forse un po' di odio l'ho provato, mentre lo sentivo raccontare. Ma è stato solo un attimo. Mi sono tornati alla mente, in quel momento gli insegnamenti di Vertigo.

    "Non c'è Gaudio alcuno in ciò che fa una Serpe"

    Non ho mai goduto dei miei omicidi.
    Ho sofferto molto, soprattutto quando ci furono vittime collaterali.

    Lui, invece, non manifestava dolore o pentimento. Era puro e semplice menefreghismo, distacco, potremmo morire tutti e a lui non cambierebbe niente non si farebbe problemi, non gli importerebbe.
    Sadismo puro. Mi ha fatto schifo, inizialmente. E pena, subito dopo.

    A quelli come lui puoi fare di tutto, ma se continuerò ai loro occhi, non importerà nulla.

    Beh. Ho intenzione di distruggergli la piazza.
    Non per fargli provare ciò che altri provano, non ne sarebbe capace, bensì per evitare che possa fare ulteriore male.

    Non ci godrei, come non godo nel rovinare la vita a qualcuno.
    Non c'è Gaudio alcuno in ciò che fa una Serpe.

    Credo che la difficoltà sia sempre sia sempre rimanere integerrimo e saldi, ma al tipo stesso senza perdere il proprio equilibrio.

    È quel che voglio fare. Anche per evitare di farmi sopraffare dal troppo dolore e rischiare di avere un demone e non uno spirito legato a me.

    Perché sia Fen'Herin che il Maestro Kirynov mi hanno sempre avvertita di tenere la linea, per evitare spiacevoli conseguenze.

    Forse, per questo, innanzi alla prova di equilibrio, ero pronta a donarmi. E non ebbi esitazioni neanche nel donare il pegno di Orzammar, che mi aveva dato poco prima Lord Victris.

    Non perché volessi liberarmi di esso, bensì perché in quel momento era quanto più importante di lui avessi, che non sarebbe dovuto essere mio. Era doloroso averlo, era doloroso separarmene al tempo stesso.

    Eppure l'oblio me lo ha reso. Facendomi sentire meglio, sia alla separazione che alla restituzione. E ora... E qui, tra queste pagine.

    È un peso più leggero, più lieve, è un altro tassello di cui mi hanno eretto custode.

    ... Che sia questo il mio centro?

    Sarebbe un po' ironico.
    Grifone è un aspirante custode grigio. Certo, è un'altra cosa. Ma sarebbe davvero... Assurdo...

    { Una macchia sfiora le parole, allunga l'inchiostro, sbavandolo }

    E a giudicare dalla reazione che sto avendo e dalla sensazione di sorriso da parte di Compassione...

    Credo che il mio centro sia questo.
    Essere custode. Dei ricordi. Degli oggetti. Dei sentimenti. Del dolore e delle persone che contano su di me. Che hanno contato su di me. Kainda, dopotutto, mi donò l'immagine di Birra. Catarina la chiave...

    Forse per questo non ero pronta, innanzi al muro dei ricordi con i ritratti dei caduti.

    Forse per questo non ero pronta ad accettare le parole di Victris sui sentimenti di Birra.
    Non è facile custodire, ora, qualcosa che custodiva lui, nel suo cuore nanico ed essere ora io custode di qualcosa rivolto a me.

    "Non eri stata la sua prima scelta, ma la prima scelta aveva rifiutato quel ruolo"

    ...cazzo, fa ancora male...

    Ora so, mio caro Birra, che neanche col tempo ti lascerò mai andare. Non solo perché sarò la tua custode ma perché, in quanto tua custode, dovrò fare sì che il ricordo mai si spenga e che ai posteri si possa raccontare di te.

    So che non posso fare come facevi tu. Forse, ora che so qual è il mio centro, eviterò di uscire fuori per attirare l'attenzione e troverò la strategia giusta per guidare esploratori e Cercavia.

    Ora che ho questa consapevolezza mi sento altrettanto più leggera.

    "Hai perso il tuo sorriso, Cassandra, che fine ha fatto il tuo sorriso?"

    L'ho anche ritrovato, ora. Certo non smetterò di portare con me i caduti.

    Probabilmente alla lunga l'essere custode mi logorerà come si corroderà Grifone se diventerà custode Grigio.
    O forse col mio volere tenermi in equilibrio, ciò non accadrà.

    Direi che l'unione con uno spirito non poteva altri che essere Compassione...

    Dovrei mettere, arrivata a questo punto, in ordine le idee di quanto abbiamo vissuto e trovato.
    Ma ha davvero senso arrivati a questo punto?

    Abbiamo capito come i prole oscura si spostavano e sono arrivati alla cittadella dei custodi: tramite un portale che altro non era che l'arma che stavamo cercando.

    Abbiamo scoperto e salvato i superstiti delle truppe Qunari.

    Gherman vorrebbe fare un patto con noi per combattere l'Architetto e vorrebbe che l'aiutassimo nell'ottenere l'alleanza con Grim. Il suo piano è di divorare e distruggere il Creatore e spero sinceramente che i Nobili non siano così folli da accettare.

    Per quanto l'Architetto abbia fatto di tutto per tenerci fuori, se avesse voluto eliminarci come una delle tredici legioni di demoni di Gherman da 90 milioni di unità, lo avrebbe già fatto.

    Ho visto amici impazzire o rinunciare volontariamente alla propria sanità mentale per poter ottenere, anche solo per una notte, la possibilità di vivere ciò che era stato loro forzatamente privato.

    C'è Kainda con suo figlio. Ho visto Dwalor sacrificare parte della sua sanità per avere salva la vita di noi Cercavia, rimasti in mano ai demoni compari di Paura.

    Paura. Non dovevo essere in quella prova e ci sono finita comunque.
    Ho faticato a convincere Indi, al termine, una volta al sicuro, che aveva agito bene.

    La squadra sta crescendo e crescerà ancora e devo tenere conto di questo.

    Eppure... Eppure ora ho una sicurezza che prima non avevo, come se avessi sbloccato qualcosa che mi tratteneva.
    Ad ogni missione che compiamo, gli esploratori crescono.

    Brillantino, Primavera... E se riesco porto anche il nuovo guaritore e servitore di Lord Serpico.

    Lord Serpico... Assieme a Lexa era mia prova. Dovevo comprenderli meglio ed empatizzare con loro. E dovevano tornare vivi. Ho fatto di tutto per proteggerli. A costo di abbattere Lexa prima che potesse essere abbattuta degli altri perché era stata controllata.

    Non sotto la mia guardia.

    Penso che proverò ad organizzarli un po' diversamente, ora che siamo molti si più. È tempo di strutturarci in modo che, quando esploriamo, sappiamo ognuno cosa fare.

    E anche in Avanguardia.

    Ormai albeggia. Ho passato la notte in bianco, sono stanca, svuotata, ma al tempo stesso... Serena.

    Riesco a mettere a fuoco. Riesco a ragionare. Forse serviva davvero trascorrere del tempo nell'Oblio...
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    Level 26
    5a.

    Siamo stati 8 giorni nell'Oblio. A noi è parso poco, un paio di giorni al massimo, per chi è stato a proteggerci è stato più di una settimana.
    Ieri ci siamo trovati, non tutti, ma molti, a discutere di quanto vissuto e scoperto nell'Oblio.

    Forse è troppo presto per scrivere ancora il diario. Forse ho bisogno ancora di un po' di tempo per sedimentare quanto è successo.

    Dwalor. Grifone. Mio fratello.

    ora che posso controllarle voci e le ho zittite, riflettere su loro tre, in silenzio, è strano. Perché è come riuscissi a mettere a fuoco meglio, ma quando lo faccio... sono stilettate.

    Mi si aggiungono volti. Pendragon. Garvin. L'Ammiraglio. Kirynov.

    Ho molto su cui riflettere, mi tornano in mente anche le parole di Ishar nell'Oblio e quelle che mi aveva pronunciato prima.

    Sono consapevole che, essere quello che sono, col centro che ho scoperto avere, non mi farà tornare a ridere come un tempo.
    Avere certe consapevolezze, che prima on avevo capito, riconosciuto o accettato, non mi porteranno alla "serenità" - se posso definirla tale, ammesso e concesso io sia stata mai serena dopo quel giorno - che avevo.
    Ho tanti pensieri e devo darci un ordine.

    Io e grifone siamo arrivati alla conclusione che stare assieme non è possibile.
    Lui non ce la fa, ora che ho Compassione. Lui non riesce, anche se in questo periodo non sono riuscita ad andare a lavorare al bordello, ad accettare il mio secondo lavoro.
    non ha voluto neanche un abbraccio. E non posso biasimarlo, posso solo cercare di proteggerlo, silenziosamente, come un'ombra.

    Fa male? Sì, mi lascia l'amaro in bocca, di un'altra relazione che ho distrutto.
    Non che quella con Vertigo fosse distrutta per causa mia, ma anche lì ci stavamo facendo male a vicenda.

    Mio fratello... Mio fratello che pensa di non avere più una sorella, perché si confida con Kirynov ma non me lo dice in faccia.
    Dev'essere una caratteristica dei nobili, non dire le cose in faccia alla gente.

    Lui che si fida di me ma on sente più quel rapporto che avevamo quando eravamo ragazzini. Si sente distante, ma non capisce che sua sorella ha mille pensieri in testa. Mille preoccupazioni e che lui è una di queste. Lo so che gli manca chiacchierare e confrontarsi con me, chiedermi consiglio, come un tempo. Ma non posso essere quell'appoggio di un tempo. Non più. Non adesso.
    Non vede che in sua sorella c'è in corso un cambiamento talmente profondo e radicale. O forse sì, lo vede, ma non lo comprende. È anche vero che non gli sto dando molto spazio di comprendermi.
    Lo stesso Kirynov mi ha detto che on è solo colpa di Richard, dopotutto.

    Caro Maestro Kirynov... Quando gli ho detto di aver finalmente trovato il mio centro, mio fratello ha detto che sono "il cuore" di tutti quei ricordi che mi vengono affidati, mentre io mi ritengo custode di essi.
    Kirynov, invece, guardando il cielo, mi ha detto:

    "Che bello, il cielo stellato. Le stelle nascono, vivono, bruciano e muoiono. Tu devi solo capire cosa sei. Se vivi o bruci in funzione di altri o per te stessa."

    E non è una frase stupida. Lì per lì non ho saputo rispondere. O meglio, non riuscivo ad ammettere che, ora come ora, effettivamente, vivo per gli altri.
    Il mio scopo è riuscire a far sì che i miei esploratori tornino a casa, che la Spedizione abbia successo e allenarmi per uccidere il Terzo.
    Dopodiché, potrò bruciare e morire.

    { C'è una macchia di inchiostro sul foglio, espansa, di chi è rimasto col pennino sospeso a lungo, in riflessione }

    Sono minuti che cerco di continuare il corso dei pensieri.
    Non sono inceppati, sono, anzi, ben focalizzati. E dolorosi. Forse per questo fatico.

    Va bene. Senza girarci troppo attorno: Dwalor ha sbroccato.

    Con ragione. Il ricordo di Birra emerge in ogni nostro discorso, è un "fantasma" che ha cominciato a tormentare, al posto di essere un ricordo da onorare.
    Io mi sono ripromessa di portare avanti il gruppo degli esploratori che lui ha creato, ma che io ho ereditato.
    Mi sono ripromessa di dare a chiunque voglia essere dei nostri gli insegnamenti che lui mi diede. Ma mi rendo conto che è talmente vivido in noi, ancora, che lo abbiamo proiettato sul nuovo arrivato, in quanto nano.

    E non mi sono resa conto che, al posto di trasmettere, lo stavamo facendo diventare qualcos'altro, lo stavamo idealizzando e non ho realizzato che Dwalor ne stesse soffrendo.

    A inizio serata l'avevo preso da parte chiedendogli di avvertirmi, prima di fare qualsiasi cazzata.

    Quando Fen'herin mi ha chiesto di parlare mentre ero ancora impegnata col Grifone, e mi ha detto che Val gli aveva detto che DDwalor ne stava soffrendo, ho sentito dentro di me tutto urlare. Urlare al pericolo e una vocina che, nel mentre, mi diceva:
    "Attenta a quello che dirai, a breve. Sii consapevole che, comunque andrà, non ci sarà felicità, temo"

    Grazie, Compassione.

    { Un'altra goccia, più piccola, sporca il foglio }

    Quando, quindi, Indy mi ha chiamata mentre ero con Lord Pendragon che ci forniva materiali per le future esplorazioni, quando quindi ho raggiunto lei, Dwalor e Garvin, sapevo già che era quanto Fen mi aveva accennato.
    E quando Dwalor ha cominciato a spiegare che era giunto a proporre un accordo, un contratto con il Mercante, per avere le conoscenze di Birra dentro di sé, come se metà di lui diventasse Birra...

    In quel momento {La scrittura è scostante, tremolante} sono morta. Di nuovo.
    Quante volte dovrò morire dentro, prima di non sentire più nulla?

    {L'inchiostro viene sbavato, non da se stesso ma delle lacrime}

    Quante... volte... ancora?

    Dentro di me, una piccola parte di me, intima, ha chiesto di dire "va bene". Ben sapendo che è sbagliato. Perché lo è.

    E ho risposto:
    "No. Non esiste. Non farlo. Tu sei tu, Birra era Birra e ti chiedo scusa. Ho sbagliato io, abbiamo sbagliato noi tutti. Non volevo che tu arrivassi a sentirti in difetto"

    Una parte di me pagherebbe per riaverlo, per chiedergli scusa. Per riabbracciarlo ancora, per avere i suoi consigli quando mi sento persa. Ma non lo sopporterei. non sarebbe Birra davvero. Il mio Birra. Il nostro Birra. Non riuscirei a sopportarlo.

    Ero l'ago della bilancia, in quella scelta. Con Garvin e Indy che avevano detto no. Con Catarina e Victris che avevano detto sì (per quanto Victris mi abbia mentito dicendomi che aveva detto "no").

    Scusami, Birra. Ma non voglio, non voglio seppellirti di nuovo. Già adesso non riesco ancora a lasciarti di nuovo.

    Avrei voluto dirgli molte citazioni, in quel momento, a Dwalor.

    "Non sempre ciò che dico corrisponde a ciò che penso"

    Quella frase me la disse perché mi aveva detto di volermi in prima linea, ma nella realtà pensava di volermi proteggere lasciandomi indietro, come ha fatto.

    Quella stessa frase l'ho ripetuta a Dwalor, non perché volessi che quel contratto lo firmasse, ma perché dentro di me, in quel momento, c'era molto di più di quel che stavo dicendo.

    No, Dwalor. Non lo firmare quel contratto. Perché tu devi essere te stesso, in tutto e per tutto. Neanche con le conoscenze di un morto, questo tornerà in vita.
    Non riuscirei a trattarti con giustizia, non riuscirei a rapportarmi con te più, morirei tutte le volte che ti parlerei.
    Sapresti perché mi è così caro e perché ci soffro ancora così tanto.
    Saresti influenzato da quelle conoscenze e, alla lunga, non sapresti più chi essere, né noi chi sei tu.
    Non sarebbe giusto nei tuoi confronti, ma neanche nei nostri. Nei miei. In quelli di Catarina o dei Volti d'Inverno tutti.

    Io sto faticosamente apprendendo e migliorando e gli esploratori hanno accettato l'eredità che Birra ha lasciato. Stanno crescendo con me e per quanto ci farebbe piacere riaverlo, anche solo per un minuto, non sarebbe giusto.
    Voglio apprezzare quello che sei, la tua persona e personalità nella tua integrità.
    Ti prego, quindi, non firmare quel contratto.

    Questo... È quello che nella mia testa e nel mio cuore stavo dicendo.

    { Di nuovo una goccia di inchiostro }

    "Hai perso il tuo sorriso"

    Sì. Me ne assumo il carico. Ho spalle abbastanza larghe da sopportarlo e ora lo so. Ho chi può far sì che il vaso non si riempia troppo.

    Infine... Garvin e l'Ammiraglio.
    Al solito, non prendo mai gli eventi come sono cronologicamente accaduti, ma alla rinfusa, come mi salgono i pensieri.

    Avrei da citare che le voci mi hanno aiutato, in un combattimento con il coltello tutti contro tutti. O che Eyra e Valoran sono proprio presi male l'una dell'altro e sono felice per loro.
    O che Rutto ora è più leggera dopo lo sforzo immane di Catarina di dirle che si aspetta di più da lei.
    O ancora, il fatto che ho confessato ad Anaximander che non voglio schierarmi, ma che farò in modo che il Tevinter e i Corvi non si facciano la guerra. E, a tal proposito, dovrò scrivere o contattare Lord Alamar quanto prima e parlare con Judit altrettanto presto.

    Dovrei citare che Hyla era la serva schiava di Zosimus, l'Altus. E si spiegherebbe perché l'abbia vista il giorno dopo che l'Aluts era stato arrestato.
    Dovrei riportare tutto lo scambio di informazioni emerso per l'Architetto.
    Ma sono esausta.

    Proprio mentre parlavamo di queste cose con il Magister, è arrivato l'Ammiraglio. Mio fratello ha fatto la sua proposta folle al Magister, di vedere il registro genealogico.
    E io ho guardato l'Ammiraglio.

    "Dimmi cosa stai pensando"
    "Be, Ammiraglio, voi meglio di chiunque altro sapete quanta faccia tosta io abbia"
    "Eh"
    "E quanta arroganza talvolta manifesti nello scrivere direttamente al Primo, che mi stupisco di non avere ancora dei pugnali piantati nella schiena. Ma neanche io arriverei a tanto come mio fratello"


    L'ammiraglio e le sue successive parole, fuori da quella stanza. Che non riporterò.
    In fondo, credo che lo sapessi già, ma come sempre, voglio conferme.

    E Garvin, che tutto mogio mi ha chiesto se era tutto a posto con lui, per via di Paura.
    Non so se è stato un discorso mio o di Compassione, ma ho cercato di tranquillizzarlo e di spiegargli che noi lo adoriamo e gli vogliamo bene e non abbiamo nulla contro di lui che, nonostante la sua paura, viene con noi in esplorazione.

    Dovrò appendere al muro Victris alla prossima occasione. Giusto perché deve ricordarsi di non confondere il mio essere tranquilla con la mollezza.
    Perché se appaio tranquilla e pronta all'ascolto o alla ricerca di consigli, non significa che sono incapace o senza polso.
    Non deve osare mai più. Perché così com'è il Lord Comandante, glielo faccio levare, quel titolo.
    Ho la simpatia dei Lord nanici, ho l'appoggio del Ferelden e del Tevinter. Ci metto davvero niente a farlo destituire.

    Perché magari non sono politica, ma per un motivo o per un altro, io ho a che fare con tutti. Lords e Ladies compresi.

    E tolto mio fratello, Lady e Lord Manlen che mi appoggiano in quanto sono la mia famiglia, al Pastore ho passato un'informazione preziosa, Lord Serpico l'ho conosciuto meglio nell'Oblio e abbiamo imparato ad apprezzarci a vicenda, Lord Alamar mi appoggerebbe contro Victris subito, Lord Tharf e l'altra Lady, per quanto abbia interagito ancora poco con loro hanno manifestato comunque benevolenza nei miei confronti. E i Lord del Ferelden, uno perché sostiene mio fratello e l'altro perché sostiene noi esploratori, sono già dalla mia.
    Manca solo il Qun e non mi preoccupo di certo del loro sostegno.

    Non tutto ciò che mostro, è ciò che faccio. O ciò che sono.

    No, Lord Victris. Ti conviene che io stia dove sto e che faccia come faccio, non farmi diventare cattiva. Potrei diventarlo davvero.
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    @Siri oh Cassandra, ma questa frase: "Che bello, il cielo stellato. Le stelle nascono, vivono, bruciano e muoiono. Tu devi solo capire cosa sei. Se vivi o bruci in funzione di altri o per te stessa." è bellissima! Me la segno